errori di ortografia

Errori di ortografia comuni in italiano: elenco, regole e come evitarli

Ultimo aggiornamento: 1 Maggio 2026

Gli errori di ortografia sono errori nella scrittura delle parole che violano le convenzioni grafiche della lingua italiana: uso scorretto di accenti, apostrofi, maiuscole, consonanti doppie e punteggiatura. Si distinguono dagli errori grammaticali, che riguardano invece le regole sintattiche e morfologiche. Gli errori ortografici più comuni in italiano sono: “un pò” invece di “un po’”, “qual’è” invece di “qual è”, accenti gravi al posto di acuti e viceversa, uso errato di “gli” al plurale, confusione tra “q”, “qu” e “cq”.

Gli errori di ortografia sono quanto di più fastidioso un lettore possa trovare su un sito web. L’ottimizzazione SEO e la user experience non sono tutto: la professionalità passa anche dal buon italiano. Leggendo questo articolo scoprirai gli errori ortografici più comuni e le strategie per evitare di commetterli.

Cosa sono gli errori di ortografia?

L’errore ortografico è quello che riguarda le regole per scrivere bene e, quindi, l’uso delle consonanti, delle lettere maiuscole e minuscole, degli accenti, della punteggiatura, etc.

Che differenza c’è tra ortografia e grammatica?

La grammatica rappresenta le fondamenta della lingua: l’insieme di regole e relazioni che si applicano agli elementi linguistici come le parole, le parti di parole e i suoni. La grammatica ci consente di mettere insieme le parole e le frasi, mentre le convenzioni ortografiche ci consentono di metterle correttamente per iscritto.

Cosa rientra nell’ortografia?

L’ortografia della lingua italiana è l’insieme delle convenzioni su grafemi (le lettere con cui si scrivono le parole) e segni paragrafematici (accenti grafici, apostrofi, uso della maiuscola, divisione delle parole). L’errore di ortografia è perciò un errore di scrittura. 

Errori di ortografia comuni: l’elenco e come evitarli

Gli errori ortografici più comuni possono nascondere delle carenze di competenze, ma anche delle semplici disattenzioni. Ecco di seguito quali sono.

Problemi di apostrofo: troncamento e articolo indeterminativo

“Un pò” è un errore: la forma corretta è “un po‘”, in quanto l’apostrofo deriva dal troncamento dell’ultima sillaba di “poco”. Per evitarlo, ricorda l’apostrofo come una “lacrima” lasciata da qualcosa che è dovuta andare via. 

Un“, invece, è un articolo indeterminativo maschile singolare che non si apostrofa mai e che si utilizza davanti alle parole che cominciano per vocale. “Un amico” non si apostrofa, “un’amica” sì. Lo stesso vale per “qualcun altro” e “qualcun’altra”.

Fa eccezione “qual”, che è una forma autonoma. “Qual’è” rientra negli errori ortografici comuni: la forma corretta è “qual è“. Inoltre si scrive “d’accordo” e non “daccordo”; “non centra niente” è una forma errata che indicherebbe il verbo centrare, la forma corretta è: “non c’entra niente”.

Errori d’accento: i più frequenti

Ricorda che:

  • le congiunzioni e gli avverbi come “perché”, “affinché”, “finché”, “dopodiché” hanno tutti l’accento acuto sulla “e” finale (é);
  • “è” come voce del verbo essere alla terza persona singolare vuole l’accento grave, non l’apostrofo né l’accento acuto;
  • “né” come negazione ha l’accento acuto (es. “non voglio né carne né pesce”);
  • “ne” come avverbio di luogo non ha alcun accento (es. “non ne usciremo vivi”);
  • i verbi all’imperativo nella seconda persona singolare vogliono l’apostrofo per il troncamento della “i” finale (es. “fa’ la brava”, mentre “fà” non esiste);
  • “qui” e “qua” non si accentano mai ;
  • “lì” e “là” hanno sempre l’accento grave;
  • “sì” come affermazione ha sempre l’accento grave;
  • “sé” non vuole mai l’accento quando seguito da “stesso” (es. “ha una buona stima di se stesso”, “la vuole per sé”).

Errori nei pronomi personali

Il pronome personale “gli” va usato solo ed esclusivamente per la persona singolare maschile. Se il tuo amico è un mangione, puoi dire “gli piacciono le patatine”; se la golosa è tua sorella, allora “le piacciono i dolci”. 

Se ti stai riferendo alla terza persona plurale (essi), “gli” non va mai usato: la forma corretta è “a loro piacciono”; “ho chiesto loro cosa volessero per cena”.

Q, qq e cq

Per evitare confusione ti basta pensare che, in linea di massima, se la “u” è seguita da una vocale, allora occorre la “q” (es. “quaderno”). Se invece dopo la “u” c’è una consonante, occorre la “c” (es. “cucina”). Fanno però eccezione alcune parole: scuola, cuoco, taccuino, soqquadro, vacuo, promiscuo, etc.

Tutti i derivati dalla parola “acqua”, invece, vogliono la “cq” (es. “acquerello”).

Altri errori ortografia diffusi 

Ci sono ulteriori errori di ortografia – per lo più derivanti da forme dialettali – che si commettono frequentemente. Per esempio, non esistono le parole “pultroppo” (la forma corretta è “purtroppo) e “propio” (la forma corretta è “proprio”).

Errori di digitazione vs errori ortografici: qual è la differenza?

Gli errori di digitazione — detti anche refusi — sono errori commessi durante la battitura del testo: lettere invertite, tasti sbagliati, parole incomplete. Si distinguono dagli errori ortografici veri e propri perché non dipendono da una lacuna nella conoscenza delle regole, ma da una disattenzione meccanica.

Un errore ortografico ripetuto una sola volta può essere considerato un refuso; se ricorre sistematicamente, rivela invece una lacuna reale. Per un copywriter o un giornalista la distinzione è importante: i correttori automatici individuano facilmente i refusi, ma non sempre riconoscono gli errori ortografici contestuali, come l’uso di “è” al posto di “e” o di “a” al posto di “ha”.

Errori ortografici e grammaticali: le differenze

Gli errori ortografici riguardano la scrittura delle parole: accenti, apostrofi, consonanti doppie, maiuscole. Gli errori grammaticali riguardano invece la struttura della frase: concordanza soggetto-verbo, uso dei tempi verbali, costruzione sintattica. Un testo può essere ortograficamente corretto ma grammaticalmente sbagliato, e viceversa. Per un contenuto professionale servono entrambe le correzioni.

Meglio la forma o il contenuto? 

Sicuramente chi visita il tuo sito web lo fa per scoprire i tuoi vantaggi competitivi, per ricevere da te le informazioni che gli servono, per curiosare sulle tue novità o risolvere un proprio problema. Ma sarebbe sciocco chiedersi se sia meglio preferire la forma corretta di scrittura o un contenuto originale e di qualità: per quanto il tuo pubblico sia interessato a ciò che puoi offrirgli, può bastare un solo errore “grave” di ortografia o grammatica per scoraggiarlo dall’intenzione di contattarti. 

Desideri comunicare in maniera efficace con testi coinvolgenti e privi di errori? Contattami, raccontami il tuo progetto e ti spiegherò come posso aiutarti.

FAQ: domande frequenti sugli errori di ortografia

Come si chiamano gli errori di scrittura?

Gli errori di scrittura si chiamano errori ortografici. Se commessi una volta sola possono essere considerati refusi, errori di distrazione. Se ripetuti, rivelano lacune nella conoscenza delle regole della lingua italiana

Come correggere gli errori di ortografia?

Per correggere gli errori di ortografia puoi usare strumenti automatici come Word, Documenti Google, LanguageTool, Grammalecte o Typograf; chiedere l’intervento di un correttore di bozze; rileggere a mente serena prima di pubblicare; eliminare il multitasking durante la scrittura; ripassare le regole della lingua italiana e consultare il dizionario per le parole dubbie.

Come migliorare l’ortografia?

Per migliorare l’ortografia: leggi di più, impara i prefissi e i suffissi più comuni, esercitati a scrivere regolarmente, tieni un elenco delle parole in cui commetti più errori e consultalo prima di pubblicare.

Qual è la differenza tra errore ortografico e refuso?

Il refuso è un errore di digitazione, una distrazione meccanica durante la battitura. L’errore ortografico è invece una violazione delle regole della lingua scritta. I correttori automatici individuano facilmente i refusi, ma non sempre riconoscono gli errori ortografici contestuali.